Pompei ha origini antiche quanto
quelle di Roma, infatti la
gens Pompeia discendeva da
uno dei primi popoli italici,
gli Oschi. Solo dopo la metà del
VII secolo a.C., un primitivo
insediamento si dovette
stabilire sul luogo della futura
Pompei: forse non un abitato
vero e proprio, ma più
probabilmente un piccolo
agglomerato intorno al nodo
commerciale che vedeva
l'incrocio di tre importanti
strade, ricalcate in piena epoca
storica dalle vie provenienti da
Cuma, da Nola e da Stabia.
Nell'area degli scavi
archeologici di Pompei è
stata portata alla luce l'antica
città romana distrutta
tragicamente a seguito di una
delle eruzioni del vicino
vulcano Vesuvio, avvenuta
nell'anno 79.
Pompei fu gravemente
danneggiata, ma subito cominciò
l'opera di ricostruzione.
Diciassette anni più tardi,
mentre i lavori continuavano a
procedere a ritmo sostenuto (ed
anche se gli edifici pubblici
erano ancora quasi tutti da
restaurare), la città e i suoi
abitanti vissero una tra le più
grandi tragedie della storia
antica che oggi, cristallizzata
nel tempo e in quell'attimo, è
stata riportata in superficie
divenendo il
secondo sito archeologico più
visitato al mondo. La città tornò alla luce
nel 1748, grazie agli scavi
voluti e finanziati da Carlo di
Borbone.